Focus di inizio stagione: la classifica rispecchia il mercato. Solo il Garda è l’eccezione alla regola

Focus di inizio stagione: la classifica rispecchia il mercato. Solo il Garda è l’eccezione alla regola

by 25 settembre 2018

Tutto secondo programma, una sola sorpresa. Al momento i campionati raccontano questo: fedeltà al pronostico. Premesso e ribadito che le verità settembrine sono scritte sulla sabbia, un primo bilancio della stagione che ha da poco alzato il sipario porta ad una considerazione: ha la bisaccia piena chi è uscito bene dal mercato.

Non che ci volesse un indovino per formulare un’ipotesi simile, ma la storia degli ultimi campionati insegna che spesso al pronostico si è opposta un ferrea logica di rottura, ed è un bene che ci sia stata e probabilmente ci sarà, dei cosiddetti copioni già scritti.

Quanto balza all’occhio è invece un primo premio a chi ha investito tempo, energie e denaro nell’arte della costruzione delle rose. Una chiacchiera buona per tutti, un ‘lavorar di lima’ che riesce ancora a pochi. Il cliché è noto: ci sono ambienti e ambienti, tipologie di giocatori e di allenatori, ambizioni personali e collettive da far collimare, richieste da accontentare. Come comporre un puzzle di cui si immagina la forma ma di cui non si conosce la fisionomia perfetta del prodotto finale.

Dunque, se è vero che da un lato il calcio ha perso molte delle sue memorie storiche, di quei ‘factotum’ che per il bene di una società spendevano quasi l’intera vita, dall’altro emerge come chi si assume cariche dirigenziali con obiettivi, programmazione condivisa, mezzi congrui al progetto e la giusta chimica umana per coltivare la necessaria visione d’insieme, porta, se non al successo, quanto meno ad un netto miglioramento delle prestazioni e della struttura di una squadra, per non dire in senso lato, nei casi migliori, di un’intera società.

Il solo Garda rappresenta, col suo capitano Dorizzi autore di almeno un gol in tutte le categorie dalla Terza all’Eccellenza, l’eccezione alla regola. Ecco i profili da tenere d’occhio: Albaronco, Pescantina, Casaleone, Malcesine, Borgo, Santo Stefano e Scaligera.

In ognuna di queste piazze ci sono mezzi, strutture, idee ed un background storico che costituisce la base imprescindibile per improntare l’ascesa. Detto che le concorrenti non mancheranno: riusciranno a tener fede al ritmo imposto sino ad ora?

Note. In foto, Gianni Canovo, tecnico del PescantinaSettimo, in una immagine d’archivio.