L’intervista/ Saorin: “Dopo 28 anni cambio vita”

L’intervista/ Saorin: “Dopo 28 anni cambio vita”

by 27 Agosto 2010

 Matteo Saorin, come è riuscito a lasciare la Virtus dopo una vita?

"Era arrivato il momento, non è stato facile. Ma a Zevio ho trovato un ambiente stimolante, giocatori di valore, ed un tecnico molto competente come Gigi Sacchietti".

Ricorda la sua prima volta alla Virtus?

"Certo, ero alla scuola calcio, avevo 5 anni. Arrivò un signore con i capelli lunghi per fare la selezione. Era Gigi Fresco. Smontato dal suo motorino comincio a farci giocare. Non sapevo che quel divertimento sarebbe durato 28 anni".

Il suo compagno per la vita alla Virtus?

"Allegri"

Ha perso il conto con le presenze?

"Più di 400, una marea. Ma non ho mai tenuto il conto. C’è chi lo ha fatto per me. Gli archivi della Virtus hanno raccolto tutto".

Non le emozioni però. Il momento più bello?

"La vittoria della Coppa Italia contro il Casalserugo, e la conquista della serie D il giorno della vittoria sul Casaleone"

Ha mai pianto per la Virtus?

"Io non piango mai".

L’esordio in prima squadra?

"Era il ’92, campionato di Promozione: Virtus.Lonigo 1-1. Sono entrato al posto di Zurischi"

La delusione?

"Una finale di Coppa Italia persa una decina di anni fa contro il Vittorio Veneto".

L’avversario più difficile da marcare?

"Neto Pereira e Arma. Oggi sono professionisti di livello. Non ho mai avuto dubbi sul loro  valore".

I giocatori più forti con i quali ha giocato?

"Sandro Roncolato e Dimas".

Quando ha lasciato la Virtus che cosa ha pensato?

"Sono un ragazzo fortunato. Sono arrivato a giocare fino in D proprio grazie alla Virtus. Ho avuto tanto. Ma penso di essere anche un ragazzo umile. A Zevio voglio dare tutto me stesso".