Calcio amatoriale, un mondo in continua evoluzione

Calcio amatoriale, un mondo in continua evoluzione

by 25 Ottobre 2013

Anche il calcio amatoriale passa attraverso lente evoluzioni. La sua matrice è sempre quella: divertimento, punto e basta. Non potrebbe e non dovrebbe essere altrimenti. Negli anni però, ha cambiato pelle.

Ce ne siamo accorti girovagando per qualche campo il venerdì sera, pur senza parlarne. Ce lo fanno notare i lettori, che puntualmente ci scrivono. Sinisa Gojic, ad esempio, giocatore dei “Bellamoli Granulati”, nel girone B degli Amatori Top, puntualizza:

“Nell’immaginario collettivo, il calcio amatoriale è caratterizzato da palloni lunghissimi, tackle violenti e da non meno violente bevute nel post partita. Da qualche anno le cose sono notevolmente cambiate, ci sono moltissimi giovani che per motivi vari decidono di sottrarsi al piacere della domenica calcistica per surrogarlo con gli amatori. Meno impegnativi gli allenamenti, meno stressanti le partite, la domenica si può andare via con la fidanzata e non c’è pressione come nel calcio dilettantistico, che sempre più cerca di scimmiottare quello professionista.
Il livello tecnico di conseguenza è aumentato, vedi delle squadre che giocano un calcio importante con elementi che farebbero invidia a squadre di categorie anche alte. L’agonismo è presente, e purtroppo anche qui qualche personaggio non riesce a controllare la tensione, e si arriva a violenti scontri verbali, per non dire fisici con avversari e direttori di gara. Ma rimane un mondo un pochino più vergine, meno condizionato dalla pressione del risultato, e solitamente a fine partita con una birra e un panino si risolvono tutte le discussioni”.

Una descrizione limpida, lineare, senza fronzoli, condita da quel pizzico di autoironia che non può e non deve mai mancare. Segno che l’amore verso lo sport resiste, come uno scoglio in mezzo all’oceano sbattuto dai flutti, anche quando i sentieri della vita portano altrove. Non sempre servono pressioni, paroloni, sapientoni, e altri abusi e disusi dell’accrescitivo. Gojic, e non solo, se n’è accorto.

Il calcio amatoriale è diventato un punto fermo, una certezza sulla quale poggiano gli amanti del pallone che hanno scelto la via dell’impegno minore. Se il rito domenicale diventa ossessivo, e può esserlo, è giusto che ci siano altri spazi. Vada per il venerdì sera, il sabato pomeriggio, la domenica mattina addirittura. Lo sport non può avere confini.

E’ questo il motivo per cui abbiamo deciso di aprirci a chi, come Sinisa Gojic, è un fiero cultore del calcio amatoriale. Anche loro hanno storie da raccontare. Anche il loro calcio è fatto dell’odore dell’erba e del cuoio, di fango e di sudore, di scaramanzie e abitudini dure a morire, borse da fare e disfare e corposi rinfreschi post partita.

Ringraziamo Sinisa per l’apporto, era necessario rompere il ghiaccio. Questo è il rapporto che ci piace avere con i nostri lettori: diretto, schietto, dai toni pacati, divertiti, autoironici. Perchè è in questi aggettivi che si nasconde l’animo vero del dilettante.

Segnalate, proponetevi: la rubrica può e deve farsi interessante. La porta è aperta a tutti, ricordatelo: vi aspettiamo.

Riccardo Perandini

Direttore Editoriale Calcio Dilettante Veronese

mail: riccardo.perandini@libero.it