Ares, la mancata promozione ancora non va giù. L’amarezza del presidente Verzini: “Danno enorme per noi. Chi di dovere rifletta”

Ares, la mancata promozione ancora non va giù. L’amarezza del presidente Verzini: “Danno enorme per noi. Chi di dovere rifletta”

by 7 settembre 2017

L’Ares Calcio, prossima ad esordire nuovamente nel campionato di Seconda Categoria il prossimo weekend, ancora non ha smaltito i postumi di un’estate che, da lieto travaso verso la categoria superiore, si è trasformata in un rovente inferno. La mancata promozione, seppur ottenuta sul campo grazie alla vittoria dei play-off, non è coincisa con lo scavallo della Seconda. Motivo per cui la rosa si è letteralmente smembrata, il tecnico Pigatto ha lasciato la conduzione, passi che, per quanto per certi versi inevitabili, hanno mandato su tutte le furie la dirigenza aretina. La quale, tramite il presidente Adriano Verzini, comunica così il proprio sgomento:

“Come diretto interessato, vorrei dire la mia opinione in materia play-off, anche a seguito dell’articolo a firma dell’amico e parente Giorgio Verzini addetto stampa della F.I.G.C. di Verona.

E’ da poco tempo che sono nel mondo del calcio, a livello dirigenziale, nonostante ciò ne ho già viste e subite un po’ di tutti i colori.

Non mi sono mai lamentato anche davanti ad episodi che ci sono costati molto cari ma questa volta proprio, anche a distanza di tempo, non riesco a rassegnarmi.

Si dice che la formula attuale ha trovato il positivo consenso della maggior parte delle società del Triveneto? Secondo me ha trovato il consenso di chi non ha capito l’aberrante marchingegno e di chi non si è trovato a fare i conti con questo.

A parte il fatto che trovo quantomeno fuori luogo, proprio per quelle illazioni che si voleva mettere a tacere, modificare le regole del gioco quando il gioco è in corsa e trovo, mi si passi il termine “forte”, una presa in giro, far effettuare i play off a squadre che si classificano quarte o quinte nei loro gironi ben sapendo che mai e poi mai avranno la possibilità, anche vincendoli, di accedere alla categoria superiore.

Parlando col Presidente Ruzza, mi accennava che questo meccanismo sarebbe stato più “meritocratico”, se così fosse avremmo dovuto essere ai primissimi posti di questa graduatoria “A”.

Se parliamo di meritocrazia una squadra che da tre anni accede ai play off, che è stata una delle due uniche squadre imbattute per quasi tutto il campionato nel veneto fra tutte le categorie, una squadra sempre seconda per tutto il campionato con un gioco lodato da tutti gli avversari come il migliore del torneo, una squadra che fa la bellezza di 67 punti (quando in tanti gironi sono state promosse squadre con punteggi molto inferiori), che solo all’ultima giornata malauguratamente (?) pareggia in casa venendo superata di un punto  in classifica arrivando terza ma gioca la finale play-off contro la seconda superandola nettamente ebbene questa squadra non “merita”, secondo la nuova graduatoria meritocratica, di essere posizionata che al 14^ posto.

Non voglio neanche entrare nel merito di come sia stata stilata questa graduatoria che, secondo me, tutto è tranne che chiara.

Cos’è che conta? Cos’è che fa punteggio?  Contano i punti in classifica?, conta vincere i play off?  Nessuno mi spiegherà mai convincentemente perché l’Ares Calcio Verona non sta disputando il campionato che gli compete e che si è guadagnato sul campo, nello sport si vince sul campo e se si decide di istituire i play off, chi li vince DEVE essere promosso, il resto è tutta una presa in giro in quanto, per la formazione di graduatorie di ripescaggio, di elementi ce ne sono a sazietà senza illudere per niente soprattutto gli attori principali che sono i giocatori.

A proposito di questi.

L’Ares era formata da un gruppo di ragazzi eccezionali, amici che giocavano per il gusto di giocare e per il solido gruppo che avevano formato e senza ricevere alcun premio o rimborso spese (cosa che a molti dava fastidio) guidati da un allenatore che, prima di tutto, è una brava persona.

Lo scorso anno sono stati mortificati, nei play off, da episodi che nulla hanno a che vedere con il calcio giocato, nonostante tutto hanno deciso, per orgoglio, di restare uniti per prendersi sul campo ciò che era stato loro impedito in altro modo, hanno vinto i play off, hanno festeggiato la meritata promozione e poi hanno subito la doccia fredda che è stata loro propinata.

A questo punto non era giusto trattenere ragazzi che meritano quantomeno la prima categoria per cui abbiamo agevolato il loro trasferimento anche se, forse insistendo, magari sarebbero rimasti. Ma ripeto non sarebbe stato giusto. Altri, disgustati, hanno deciso di smettere o andare a giocare con gli amatori.

Questo è il risultato che l’Ares e la F.I.G.C. hanno ottenuto:

          la distruzione di una squadra e di un gruppo eccezionali;

           l’azzeramento di un organico alla scadenza dei termini per l’iscrizione ai campionati;

          l’abbandono di un allenatore che tanto avrebbe potuto ancora dare al calcio;

          l’enorme danno economico, causato ad una piccola Società, dal dover reperire ed acquistare l’intero parco giocatori a pochi giorni dalla scadenza del mercato;

          la F.I.G.C. che, invece di riconoscere d’avere commesso un errore o quantomeno riconoscere che qualcosa va rivisto e reso più trasparente e comprensibile, si arrocca a difesa del “fortino”;

Peccato.”

 

Adriano Verzini